Terra del fuoco

Il costruttore del faro

“…Una volta che ebbe riempito il suo piatto e che fu seduta nell’angolo accanto a lui, Vladimiro riprese a ridere; ma in modo meno fragoroso, con una sfumatura di sarcasmo.  I commensali rimasero in attesa di una spiegazione a quello strano comportamento.

“Sapete?” cominciò a dire Vladimiro con il suo vocione in tono calmo.  “Questo bambinello voleva scoparsi mia moglie!”

I sei operai guardarono ancora una volta il costruttore, inquieti, pensando che poteva davvero essere uscito di senno.  Non era il primo caso di un immigrato jugoslavo che impazziva.  “Questo bambinello voleva scoparsi mia moglie…”  Nelle orecchie di Esteban quelle parole rimasero a vibrare nell’aria come l’eco di un colpo di cannone.

“Ma sì, vi dico!” continuò Vladimiro.  “Ah! Ah! Ah!” E la risata riesplose con la sonorità metallica di un’ancora calata sul fondo.

“Mi perdoni”, balbettò Esteban, mentre sei paia di occhi lo trapassavano per la curiosità, “le devo una spiegazione…”

“A me, per niente…E’ con lei che deve parlare…Chissà, magari potrebbe avere più fortuna…Cambiando tattica…Spiegazioni! Spiegazioni! Non è con me, che deve spiegarsi! E’ a lei, che deve scoprire le carte! Ah! Ah! Ah!”

“Per l’amor del cielo, Vladimiro!” gridò Ana, alzandosi a servire un’altra portata.

Stordito, Esteban uscì dalla baracca.  All’inizio cercò di mantenere una certa dignità; ma poi i sei operai lo videro affrettare il passo e si preoccuparono…”

(Tratto da Francisco Coloane “Terra del fuoco”, prefazione di Luis Sepulveda, la frontiera scomparsa, Guanda, 1996)

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