I farmaci essenziali

Mariani

Dipartimento di Medicina

Corso di Laurea in Infermieristica sede di Foligno

 

TESI DI LAUREA

I farmaci essenziali

                                                                                                            Candidato:                                        Relatore:

Chiara Mariani                                     Domenico Delfino

Tutto arriva per chi sa aspettare.

Sommario

I farmaci essenziali, come riportato dal Consiglio Esecutivo della WHO nel gennaio del 2002, sono quei farmaci che soddisfano le esigenze prioritarie di assistenza sanitaria. Essi dovrebbero essere disponibili nel contesto di un sistema sanitario funzionante in quantità adeguata, in forme di dosaggio appropriate, con garanzia della loro qualità, informazioni adeguate e ad un prezzo che l’individuo e la comunità può permettersi. La gestione della terapia farmacologica è una delle responsabilità infermieristiche attraverso cui l’infermiere fornisce al paziente garanzie di sicurezza e di efficacia con un trattamento da cui si intende ottenere il massimo beneficio con il minimo danno. Purtroppo la situazione globale odierna non permette il corretto svolgimento di questa attività: gli studi effettuati dalla WHO (World Health Organization) mostrano infatti una grave carenza di farmaci essenziali per cui circa un terzo della popolazione totale non può permettersi l’accesso a medicine che possono salvare la loro vita. La mancata disponibilità di farmaci essenziali non costituisce l‘unico problema: infatti essi si possono trovare sottodosati, senza principi attivi, riempiti di sostanze non identificate, di impurità o addirittura di sostanze tossiche, oppure vengono utilizzati in modo irrazionale sia dai medici prescrittori che dai consumatori. Diventa così sempre più complesso per gli infermieri e tutti gli altri operatori che lavorano nell’ambito sanitario promuovere la salute in ogni parte del mondo, tanto che in alcuni dei Paesi in via di sviluppo gli infermieri sono costretti a lavorare in condizioni così disagiate che non consentono di esercitare con dignità la loro professione e mettono perfino a repentaglio la propria vita giorno dopo giorno.  Una delle missioni che propone la WHO è proprio quella riguardante i farmaci essenziali e le politiche farmaceutiche e consiste nel sostenere la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs: Millenium Development Goal) relativi alla salute per aiutare i governi e le organizzazioni a garantire un accesso equo ai farmaci efficaci dalla qualità assicurata e un loro uso razionale.  Questa missione pone un forte accento sui principi di equità, solidarietà e sostenibilità, sui bisogni dei poveri e degli svantaggiati, e sulla concezione che il raggiungimento del più alto livello possibile di salute sia un diritto fondamentale, come descritto nella Costituzione della WHO e nella Dichiarazione Universale Dei Diritti Umani.

 Indice

1.I farmaci (Definizione e classificazione dei farmaci)

2.L’importanza del farmaco nella professione infermieristica

3.La figura internazionale dell’infermiere

4.I farmaci essenziali nelle politiche della World Health Organization

5.Prove ed informazioni per le politiche mediche               

6.Farmaci essenziali per la rinnovata assistenza sanitaria di base

7.La mancanza di risorse umane

8.L’approccio dei sistemi sanitari al rafforzamento farmaceutico

9.Sanità pubblica, innovazione e proprietà intellettuale

10.Le sfide nella gestione dell’approvvigionamento di farmaci

11.Costruire sistemi di regolamentazione

12.WHO/ONU pre-qualificazione dei farmaci prioritari

13.Lotte contro i prodotti medicali contraffatti

14.Promuovere l’uso razionale dei farmaci

15.La medicina tradizionale

16.Difesa della salute pubblica e dei valori etici

17.Evidence based

18.All’interno della collaborazione della WHO

19.Supporto per il paese

20.Personale della WHO

21.Conclusione

Ringraziamenti

Bibliografia

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  1. I FARMACI. 

Definizione e classificazione dei   farmaci

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce farmaco “ una sostanza biologicamente attiva usata per modificare sistemi fisiologici o stati patologici a beneficio di chi lo riceve…”. La parola farmaco deriva dal greco pharmakon che vuol dire veleno. È un termine dal significato più ampio di medicamento, che indica solo i farmaci usati a scopo terapeutico. Un farmaco non è in grado di aggiungere nuove funzioni in un organismo vivente ma di alterare solo in senso quantitativo una funzione organica già esistente.

Qualsiasi farmaco, a dosi sufficientemente elevate o attraverso determinate vie di somministrazione, ma spesso anche ai normali dosaggi terapeutici, esercita effetti tossici. I farmaci presenti sul mercato sono numerosi e possono essere classificati in base all’origine, alla funzione e alle modalità di preparazione, approvazione, registrazione, controllo e distribuzione. Si classificano quindi farmaci di origine:

  • Animale (sieri, insulina, enzimi, ormoni);
  • Vegetale (digitale);
  • Minerale (bicarbonato di sodio, sodio cloruro, magnesio, potassio cloruro);
  • Di sintesi.

Quando un farmaco viene scoperto, gli viene attribuito un nome chimico che ne descrive la struttura atomica o molecolare. Il nome chimico, generalmente troppo complesso per un uso comune, viene successivamente diffuso in versione ridotta o in un codice per un facile riferimento in ambito scientifico. Quando il farmaco viene approvato dall’ente governativo che garantisce la sicurezza e l’efficacia dello stesso in commercio, gli viene assegnato un nome generico ( ufficiale ) e un nome commerciale (brevetto o marca) che lo identifica come proprietà esclusiva di una particolare industria farmaceutica.

2. L’IMPORTANZA DEL FARMACO NELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA.

L’American Nurses Association nel 1980 definisce il nursing come “ la diagnosi e il trattamento delle risposte dell’essere umano ai problemi reali e potenziali della salute”. Con la Legge 26 febbraio 1999 n° 42 che ha abrogato il mansionario e definito il campo proprio di attività, l’infermiere, da semplice esecutore di prescrizioni è diventato un protagonista attivo dell’assistenza sanitaria, responsabile dell’assistenza generale infermieristica. Lo sviluppo della professione infermieristica ha portato l’infermiere ad esercitare la propria attività ad un livello superiore di autonomia definita non solo dall’ aumento quantitativo di nuove competenze ma anche dall’arricchimento dei processi di assistenza con una nuova responsabilità decisionale e professionale. Nell’ambito delle responsabilità infermieristiche è compresa quella della gestione della terapia farmacologica: l’infermiere infatti, attraverso un metodo scientifico, “garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico- terapeutiche”        (terzo comma dell’articolo 1 del Codice Deontologico). L’insieme delle prestazioni terapeutiche legate alla gestione della terapia farmacologica implica un susseguirsi di fasi distinte: la prescrizione, la fornitura o approvvigionamento, la conservazione, la somministrazione, la rilevazione di efficacia, la rilevazione e segnalazione di eventi avversi. Il rispetto della prescrizione, della posologia e la garanzia della corretta somministrazione richiedono conoscenze scientifiche e applicative approfondite e complesse. Ma la responsabilità infermieristica riguardo ai farmaci, si estende molto oltre questo: è necessaria una formazione continua e permanente, l’applicazione costante della corretta procedura per la somministrazione dei farmaci sintetizzata a livello internazionale già da molti anni, nella formula delle “5G”, diventate da qualche anno le “6G”: Giusto paziente, Giusto farmaco, Giusta dose, Giusta via di somministrazione, Giusto orario, Giusta registrazione; sono necessarie tutto quel complesso di azioni che, nel loro insieme, consentono di raggiungere una gestione della terapia tale da fornire garanzie di sicurezza e di efficacia per il paziente. La terapia farmacologica si integra nel processo infermieristico consentendo un individualizzazione e personalizzazione del trattamento a seconda del paziente che si ha davanti: attraverso l’applicazione delle conoscenze farmacologiche, l’infermiere può dare un grande contributo al raggiungimento dell’obiettivo terapeutico del massimo beneficio con il minimo rischio di effetti avversi.

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       3. LA FIGURA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE. 

La figura infermieristica ha assunto una rilevanza riconosciuta a livello internazionale come professione sanitaria che promuove lo sviluppo della salute in ogni parte del mondo. Essa può esprimersi in ambiti molto specifici ed in contesti estremamente vari: al di là delle diverse opportunità di lavoro che il Servizio sanitario nazionale offre, circa diecimila infermieri in Italia sono inseriti nella sanità privata, nelle carceri, nelle Forze Armate, ma anche in ambulatori all’interno di fabbriche o di grandi aziende, nei centri di villeggiatura, nelle scuole o nelle compagnie aeree e di navigazione. Ad esempio gli infermieri che lavorano nella sanità militare, durante i periodi bellici svolgono una funzione assolutamente primaria; si occupano della selezione per l’idoneità alla leva, valutando gli aspetti fisico- psico -attitudinali delle reclute, dell’applicazione delle norme igienico-profilattiche e prevengono la diffusione delle malattie infettive nelle caserme. Il riconoscimento dell’infermiere come figura di importanza fondamentale a livello globale, permette allo stesso tempo, di guardare oltre il panorama dello stato di appartenenza per applicare la propria professionalità anche in situazioni particolari ed in paesi esteri. Infatti la promozione della salute, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo richiede non soltanto le risorse sanitarie di quel dato Paese, bensì i professionisti, o almeno gli infermieri da ogni parte del mondo. L’infermiere, nei Paesi del Terzo Mondo è il vero punto di riferimento nella gestione dei servizi sanitari; spesso è anche l’unico responsabile delle attività in ambulatorio o di qualche ospedale rurale. Agli infermieri volontari sono richieste, oltre a una certa esperienza professionale, specializzazioni in medicina tropicale e/o sanità pubblica e la conoscenza di almeno una lingua straniera (inglese o francese). A questi requisiti “tecnici” devono ovviamente accompagnarsi un’ottima capacità di adattamento e propensione al lavoro di gruppo, flessibilità e capacità di affrontare situazioni di emergenza. I compiti a cui è chiamato un infermiere all’interno delle organizzazioni umanitarie sono certamente quelli dell’assistenza ma anche della promozione della salute, della prevenzione e della formazione del personale locale.

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La gestione della terapia farmacologica è uno dei punti chiave nell’assistenza sanitaria infermieristica, sia nel proprio Paese che all’estero e spesso è minata da difficoltà che ostacolano il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico e un corretto trattamento del paziente: questo avviene soprattutto in contesti in cui manca la disponibilità dei cosiddetti farmaci definiti essenziali.

  • I FARMACI ESSENZIALI NELLE POLITICHE DELLA WORLD HEALTH ORGANIZATION.

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Solo quest’anno, nei paesi in via di sviluppo ci saranno oltre 40 milioni di morti, un terzo delle quali di bambini sotto i cinque anni. Dieci milioni di morti saranno causate da infezioni respiratorie acute, malattie diarroiche, tubercolosi e malaria – tutte condizioni per le quali i farmaci essenziali, usati in maniera sicura ed efficace, possono essere salva-vita. I farmaci essenziali, come riportato dal Consiglio Esecutivo della WHO nel gennaio del 2002, sono quei farmaci che soddisfano le esigenze prioritarie di assistenza sanitaria. Una gamma limitata di farmaci essenziali accuratamente selezionati porterebbe ad una migliore assistenza sanitaria, una migliore gestione della medicina e una riduzione dei costi. Essi sono selezionati tenendo conto della loro rilevanza per la salute pubblica, della prevalenza di malattie, delle prove sull’efficacia e sulla sicurezza e del rapporto qualità-prezzo. I farmaci essenziali dovrebbero essere disponibili nel contesto di un sistema sanitario funzionante in quantità adeguate, in forme di dosaggio appropriate, con garanzia della loro qualità, informazioni adeguate e ad un prezzo cui l’individuo e la comunità può permettersi. Il concetto di farmaci essenziali è flessibile e adattabile a molte situazioni diverse; quali farmaci sono considerati essenziali, rimane una responsabilità nazionale.

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Nelle politiche farmaceutiche ricopre un importante ruolo la World Health Organization (OMS, o Organizzazione Mondiale della Sanità), la quale è un’agenzia specializzata dell’ONU per la salute, fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra. L’obiettivo generale della WHO, così come precisato nella relativa costituzione, è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità. La WHO è governata da 195 stati membri attraverso la World Health Assembly-WHA (Assemblea mondiale della sanità), convocata annualmente in sessioni ordinarie nel mese di maggio. Questa è composta da rappresentanti degli stati membri, scelti fra i rappresentanti dell’amministrazione sanitaria di ciascun paese (Ministeri della sanità). La giurisprudenza internazionale ha precisato che esiste, a carico degli stati, un “obbligo di cooperare in buona fede per favorire il perseguimento degli scopi e degli obiettivi dell’Organizzazione espressi nella sua costituzione”. Una delle missioni della WHO è quella riguardante i farmaci essenziali e le politiche farmaceutiche che consiste nel sostenere la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs: Millenium Development Goal) relativi alla salute per aiutare i governi e le organizzazioni a garantire un accesso equo ai farmaci efficaci dalla qualità assicurata, e un uso razionale dei farmaci sia dai medici prescrittori che dai consumatori. Questa missione pone un forte accento sui principi di equità, solidarietà e sostenibilità, sui bisogni dei poveri e degli svantaggiati, e sulla concezione che il raggiungimento del più alto livello possibile di salute sia un diritto fondamentale, come descritto nella Costituzione della WHO e nella Dichiarazione Universale Dei Diritti Umani. Il programma farmaceutico della WHO esiste da 60 anni – ovvero da quando è nata la stessa WHO: il suo concetto riguardo ai farmaci essenziali è oggigiorno rilevante quanto lo era al suo inizio. Il punto è che, nonostante i successi nella cura della salute degli ultimi tre decenni, quasi 30.000 bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie che potrebbero essere facilmente trattate se ci fosse un accesso ad una gamma di base di farmaci essenziali. Nei 27 paesi in via di sviluppo per i quali sono stati ottenuti dati precisi, la disponibilità media di farmaci essenziali nel settore pubblico è solo del 34.9%. Uno studio del 2006 della WHO in Cina ha mostrato che di 41 farmaci studiati – 19 dei quali considerati indispensabili -solo il 10% erano disponibili in farmacie private come prodotti di marca e il 15% come generici.

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Un altro sondaggio del 2004 in Uganda ha evidenziato che tra i 28 farmaci essenziali elencati a livello nazionale, solo il 55% si potevano trovare nelle strutture sanitarie gratuite. I prezzi dei prodotti di marca erano 13,6 volte superiori rispetto al prezzo di riferimento internazionale e quelli dei farmaci generici 2.6 volte superiori. In 33 paesi il prezzo più basso per un farmaco generico nel privato, in media, corrisponde a più del doppio del prezzo di quelli nel settore pubblico; e per i prodotti di marca i costi sono generalmente superiori. In alcuni paesi in via di sviluppo, i farmaci sono la più grande spesa sanitaria per le famiglie povere. I farmaci rappresentano dal 15% al 30% della spesa sanitaria in economie in transizione e dal 25% al 66% nei paesi in via di sviluppo. Quindi la disponibilità di medicinali è minata da diversi fattori: sistemi poveri di alimentazione e distribuzione dei medicinali; insufficienti strutture sanitarie e scarso personale; bassi investimenti nella sanità e alto costo dei farmaci. L’elenco dei medicinali essenziali può aiutare i paesi a razionalizzarne l’acquisto e la distribuzione, riducendo così i costi per il sistema sanitario. Ma la difficoltà di accesso a questi farmaci ritenuti essenziali, non è l’unico problema. Un recente studio del Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA) ha dimostrato che meno di un terzo dei contraccettivi orali utilizzati nel mondo sono della qualità garantita richiesta nei paesi industrializzati. In un paese asiatico, più della metà delle combinazioni di artemisia per la cura della malaria sono errate. In Niger, nel 1995, durante l’epidemia è stato offerto dalla Nigeria un lotto di 88 000 dosi di vaccino contro la meningite; il prodotto conteneva strani filamenti neri per cui è stata effettuata un’indagine che ha constatato che il vaccino non era altro che acqua colorata. In Senegal il 25% di tutti i farmaci venduti al di fuori delle farmacie sono contraffatti. I medicinali si possono trovare quindi  sottodosati , senza principi attivi, riempiti di sostanze non identificate, di impurità o addirittura di sostanze tossiche. Inoltre, anche quando i farmaci sono disponibili e di qualità garantita, non vengono sempre utilizzati in modo appropriato; in molti paesi, la metà di tutte le prescrizioni sono inutili o non corrette, e in circa la metà dei casi i pazienti non prendono le loro medicine come prescritto. Infatti i problemi più frequenti nell’uso dei farmaci da parte dei pazienti sono un uso eccessivo di prodotti da banco, una generale preferenza per farmaci iniettabili, l’uso inappropriato di farmaci disponibili , una scarsa adesione al trattamento (compliance),una scarsa tenuta sui trattamenti di durata medio-lunga e la scarsissima conoscenza dei farmaci e dei loro effetti.

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La Dichiarazione di Alma Ata nel 1978 – una pietra miliare nel campo della salute pubblica internazionale – è stato il primo documento ufficiale per sottolineare l’importanza delle cure primarie e il ruolo dei farmaci essenziali a livello globale; ha identificato la disponibilità, la qualità e l’uso razionale dei farmaci essenziali come alcune delle componenti chiave di assistenza sanitaria primaria. Ora, la necessità di assistenza sanitaria completa e di sistemi sanitari più efficienti, in cui l’accesso ai farmaci essenziali è fondamentale, è ancora una volta riconosciuta e promossa attivamente. La strategia della WHO per il periodo 2008-2013 ha infatti mirato a costruire progetti sopra i notevoli risultati conseguiti nell’ultimo decennio, come ad esempio la creazione del Programma WHO/Nazioni Unite senza il quale sarebbe stato impossibile trattare 4 milioni di pazienti affetti da HIV / AIDS, e lo sviluppo di una metodologia di indagine del WHO/HAI( Health Action International) che ha reso possibile la misurazione dei prezzi dei medicinali, la disponibilità e l’accessibilità in oltre 50 paesi nel quadro del monitoraggio degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Inoltre la WHO si occupa della redazione di una Lista Modello dei Farmaci Essenziali che è una guida per lo sviluppo di liste nazionali e istituzionali di medicina essenziale, che viene aggiornata ogni due anni. Questa lista ha portato ad una accettazione globale del concetto di farmaci essenziali come un potente mezzo per promuovere l’equità nella salute. La maggior parte dei paesi hanno elenchi nazionali e alcuni hanno anche liste provinciali o statali. Il primo modello Elenco dei Farmaci Essenziali è stato pubblicato dalla WHO nel 1977, dove sono stati individuati 208 farmaci singoli che insieme possono fornire un sicuro ed efficace trattamento per la maggior parte delle malattie trasmissibili e non trasmissibili. Solo circa una dozzina di paesi hanno avuto un elenco di farmaci essenziali nel 1977. Oggi, quattro su cinque paesi hanno adottato elenchi nazionali. Per essere selezionati, i farmaci devono essere disponibili attraverso i sistemi sanitari, in quantità e forme di dosaggio adeguate. Ogni proposta di includere un farmaco viene analizzata da due membri di una commissione di 12 esperti, e poi valutata da un gruppo più ampio. Ogni revisione viene poi pubblicata sul sito della WHO ed è aperta ai commenti. Infine, il comitato ha 5 giorni per compilare la nuova lista, prima di sottometterla all’approvazione finale del direttore generale della WHO. La lista è divisa in due categorie, la Core list che copre i bisogni minimi di farmaci per i servizi di assistenza primaria, include i farmaci col miglior rapporto costo/efficacia per le condizioni prioritarie, selezionati in base al carico di malattia ed al potenziale per un trattamento efficace e sicuro e la Complementary list che include farmaci essenziali per malattie prioritarie, ma non necessariamente malattie abbordabili o per i quali siano necessari servizi specialistici; include anche farmaci essenziali per malattie meno frequenti. L’ultima lista dell’aprile 2013 prevede circa 350 farmaci essenziali suddivisi in 30 categorie: anestetici, farmaci per malattie cardiovascolari, diuretici, farmaci per il dolore e per le cure palliative, farmaci anti-emicrania, farmaci per il sangue, anticonvulsivi e antiepilettici, farmaci per le malattie infettive, antitumorali e immunosoppressori, farmaci per il Parkinson, farmaci per l’apparato gastrointestinale, ormoni contraccettivi e altre sostanze endocrine, farmaci immunologici, preparazioni oftalmiche, soluzioni per dialisi peritoneali, farmaci per disordini mentali e del comportamento, farmaci che agiscono sul tratto respiratorio, soluzioni per disquilibri idro elettrolitici e acido-base ,vitamine e minerali, prodotti del sangue e sostituti del plasma di origine umana, medicine specifiche per la cura neonatale, farmaci per malattie delle articolazioni, miorilassanti ad azione periferica e inibitori delle colinesterasi, farmaci otorinolaringoiatrici nei bambini, farmaci inibitori e stimolatori dell’utero, farmaci anallergici e utilizzati nelle anafilassi, antidoti ed altre sostanze utilizzate in caso di avvelenamento, farmaci ad uso dermatologico, disinfettanti e antisettici, sostanze ad uso diagnostico. La lista è una pietra angolare delle politiche nazionali di medicina e dell’intero sistema farmaceutico.

Il maggior punto di forza del programma della WHO è che il concetto di farmaci essenziali è ben noto e accettato a livello globale; esso è generalmente associato a equità costo-efficacia, al buon governo e all’attenzione ai bisogni dei poveri e svantaggiati. Altri vantaggi del programma sono la credibilità in materia di sanità data dal potere convenzionale della WHO e il suo mandato costituzionale a sviluppare e promuovere standard globali sui prodotti farmaceutici e biologici. La WHO poi si adempie per la fornitura di sostegno sistematico ai programmi regionali e nazionali, e per un efficace collaborazione con i ministeri e altri partner, quali Centri di Collaborazione e Organizzazioni Non Governative. Dall’altra parte, il punto debole del programma della WHO è che diverse sue componenti importanti hanno basse risorse e che oltre il 75% del loro finanziamento è costituito da contributi volontari, con meno del 15% da contributi assegnati. Si aggiunge la difficoltà di accesso alla grande e crescente quantità di informazioni di medicina e alle relative evidenze che esistono, e la percepita mancanza di un programma di pianificazione sistematica a livello nazionale. Per quanto riguarda le politiche nazionali, il coinvolgimento del settore privato e della società civile è insufficiente, come lo è l’interesse per alcuni componenti del programma, come ad esempio la promozione dell’uso razionale della medicina. Inoltre, negli ultimi anni, non è stato fatto abbastanza per la promozione della medicina etica. Le opportunità che il programma strategico della WHO presenta riflettono sia la necessità di continuità che di cambiamento. Per esempio, vi è una crescente necessità di standard globali di qualità per i nuovi farmaci essenziali, ad esempio, per HIV /AIDS, per la malaria, la tubercolosi, le malattie trascurate e per i farmaci per i bambini. Vi è la necessità di prequalifica di farmaci prioritari per gli appalti delle Nazioni Unite; e le indagini dei prezzi della medicina in oltre 50 paesi hanno generato una domanda di consulenza politica su come ridurre i prezzi e promuovere l’accessibilità, e come garantire la disponibilità universale in situazioni in cui la maggior parte dei farmaci sono fuori della portata della popolazione. Una grande opportunità è il rinnovato interesse per il rafforzamento dei sistemi sanitari, basato sull’ assistenza sanitaria primaria come approccio fondamentale per promuovere l’accesso universale, e la crescente domanda di consulenza politica basata sulle prove in generale. In entrambi i casi il programma ha costruito una solida reputazione ed i suoi forti legami con molti altri dipartimenti della WHO aumenta il suo potenziale. La sua rete in espansione di oltre 40 funzionari addetti ai programmi nazionali fornisce la portata necessaria per un maggiore impatto a livello nazionale in tutti i settori di attività medica del WHO.  La minaccia principale invece che si presenta è, anche se non nuova, la preferenza generale per le rapide soluzioni. Questo ha dato origine a molti meccanismi di approvvigionamento separati nelle varie zone e a sistemi di farmacovigilanza focalizzati su singole malattie.

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L’attuazione della Strategia Medica deve affrontare le seguenti emergenti tendenze e sfide globali. Prima di tutto è necessario il sostegno dei sistemi sanitari globali per fornire quei servizi che sono comuni a tutte le malattie, come ad esempio la selezione, registrazione, garanzia di qualità, di appalto, di approvvigionamento e l’uso razionale dei farmaci essenziali. Inoltre molti dei nuovi meccanismi di finanziamento globali per i farmaci essenziali dovranno beneficiare di direzione politica sanitaria globale, standard globali e supporto tecnico che WHO può fornire. Ci sono poi tre categorie di pazienti con gravi problemi di accesso ai medicinali essenziali. Il primo importante gruppo sono i bambini, per i quali non esistono sufficienti farmaci appropriati per la loro età, o per i quali i farmaci esistenti non sono sufficientemente accessibili in paesi a basso-medio reddito. Il secondo gruppo comprende coloro che hanno bisogno di farmaci controllati, come analgesici oppioidi per la cura del paziente terminale o per pazienti che necessitano di trattamento a causa di abuso di sostanze. Un terzo gruppo sono i molti braccianti agricoli, e altri adulti e bambini, che soffrono di morsi di cane rabbioso o morsi di serpente e per i quali sieri terapeutici non sono disponibili, in gran parte a causa di fallimento del mercato nella fornitura di sangue sicuro ed emoderivati ​​in paesi a basso-medio reddito. Ciò che queste categorie di pazienti hanno in comune è la mancanza di una voce politica forte.

5. PROVE ED INFORMAZIONI PER LE POLITICHE MEDICHE.

Negli ultimi decenni, la WHO ed i suoi numerosi partner del governo, del mondo accademico e della società civile hanno generato una grande quantità di informazioni relative alla medicina sotto forma di rapporti di ricerca, di norme e standard, di dati statistici, orientamenti politici, documenti di riferimento e di formazione di materiali. Gran parte di queste informazioni è altamente pertinente e di ottima qualità, ma purtroppo non è sempre prontamente disponibile per coloro che potrebbero trarne vantaggio. Vi è quindi la necessità di garantire il continuo sviluppo, la convalida, la revisione esterna e la diffusione mirata di materiale farmaco-correlato, che dovrebbe essere regolarmente aggiornato e disponibile in diverse lingue. È molto importante garantire che tutte le informazioni rilevanti per un determinato paese siano facilmente accessibili in un formato che supporta un approccio basato sull’evidenze, trasparente. Quindi concentrandosi inizialmente a livello dei paesi, la WHO definirà esigenze comuni di informazioni relative alle medicine e confronterà le esigenze con ciò che è attualmente disponibile nella maggior parte dei paesi, individuando le possibili lacune nella fornitura di informazioni. Questo implicherà una raccolta di dati da intraprendere con tutti i partner potenziali, compresi i paesi, altri dipartimenti, altre agenzie delle Nazioni Unite e i Centri di Collaborazione della WHO. Lo sviluppo di metodi standardizzati, di strumenti di analisi e di riferimento è concepito come un processo continuo. In ogni fase del ciclo di sviluppo, i paesi saranno incoraggiati a partecipare, forniti di supporto tecnico e materiale, e coinvolti in analisi dei dati con scrittura di relazioni da diffondere. In termini di gestione delle informazioni e di pianificazione, l’ obiettivo primario della WHO è quello di migliorare sistematicamente la raccolta, l’elaborazione e l’analisi delle informazioni relative alla medicina che sono unicamente disponibili nel suo Dipartimento di Medicina (come le indagini di settore farmaceutico, delle politiche nazionali di medicina e delle liste di farmaci nazionali), e collegarle alle informazioni di medicina raccolte da altri gruppi, come ad esempio la WHO / prove e informazioni per la politica (EIP=Evidence and Information for Policy), i conti sanitari nazionali, indagini sulle famiglie standard, WHO/ HAI indagini sui prezzi e dati IMS Health.

6. FARMACI ESSENZIALI PER LA RINNOVATA ASSISTENZA SANITARIA DI BASE.

 La fornitura di farmaci essenziali è sempre stata una componente importante di assistenza sanitaria primaria (PHC). A questo proposito la Conferenza di Alma Ata del I978 ha pesantemente puntato sul nuovo concetto di farmaci essenziali, come lanciato nel I977 dalla WHO con la prima Lista Modello dei Farmaci Essenziali. La rinnovata PHC si concentra sull’assistenza essenziale preventiva e curativa a prezzi accessibili volta a promuovere l’equità, l’accesso universale e la realizzazione degli MDG, supportato da sistemi essenziali di riferimento, ove necessario, in un contesto di buon governo.

La direzione strategica generale è quella di fare pieno uso di tutte le prove scientifiche e operare per sostenere il rinnovamento dell’assistenza sanitaria primaria (PHC) attraverso l’individuazione e la promozione di esempi di buone pratiche e la fornitura dell’assistenza ad orientamento globale. La selezione basata sull’ evidenza, dei farmaci essenziali, rimane una pietra miliare del PHC; i paesi saranno supportati nel fare pieno uso delle miglior evidenze, nell’aggiornare i loro elenchi nazionali come base per la fornitura, il finanziamento, il rimborso, la garanzia della qualità e l’uso razionale di una limitata gamma di farmaci essenziali per la cura primaria e dei sistemi di riferimento necessari. A questo proposito, sarà posto l’accento sulle esigenze degli ospedali distrettuali. Con l’attenzione posta sui diritti umani e sulla giustizia sociale nel corso dell’ultimo decennio, l’accesso universale ai farmaci essenziali è diventato uno degli indicatori chiave utilizzati per valutare l’impegno nazionale e il progresso verso la realizzazione dell’acquisizione del  diritto di salute al più alto standard. L’intento è anche quello di responsabilizzare i pazienti e i consumatori. Inoltre, l’accesso universale all’assistenza sanitaria dipende dalla qualità reale e percepita delle cure (convenienza centrata sul paziente, uso razionale, disponibilità e prezzo). Approcci per promuovere l’uso razionale dei farmaci da medici prescrittori e dai consumatori sono fortemente supportati da prove scientifiche e queste saranno promosse attraverso programmi nazionali.

L’attenta selezione di un pacchetto base di farmaci essenziali e una buona analisi economica dei costi sono necessari per promuovere l’uso efficiente delle risorse. Le indagini effettuate in oltre 50 paesi hanno dimostrato che ci sono prezzi elevati per i farmaci e un alto livello di tasse e margini; ma hanno anche dimostrato i vantaggi finanziari delle politiche generiche ed i benefici del rafforzamento del settore pubblico. Ove possibile WHO è quindi impegnata a promuovere, in collaborazione con gli esperti dei sistemi sanitari, sistemi fiscali basati su sistemi di assicurazione sanitaria agevolati per un pacchetto di base, compresi i farmaci essenziali, come l’approccio più equo per raggiungere l’accesso universale e il miglior incentivo per promuovere l’uso razionale ed efficiente delle risorse.

 7. LA MANCANZA DI RISORSE UMANE.

Un altro aspetto importante dei sistemi sanitari è la necessità di risorse umane. Vi è una mancanza evidente di medici, farmacisti ed infermieri: ogni Paese, è a corto di infermieri e nei Paesi in via di sviluppo la situazione è drammatica. Per colmare il vuoto, infatti, i Paesi ricchi offrono lavoro – e con esso tante altre opportunità di vita – agli infermieri delle aree più disagiate del mondo. Una migrazione che, tuttavia, lascia i Paesi poveri ancora più sforniti di infermieri e i sistemi sanitari ancora più in crisi. E così, secondo i dati diffusi dalla WHO, nei Caraibi vi sono oggi solo 1,25 infermieri ogni mille abitanti. Un numero dieci volte inferiore a quello dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. E il trend fa inoltre prevedere un futuro cupo: sono già più di 1.800 gli infermieri che tra il 2002 e il 2006 hanno lasciato il Paese, e nel 2025 i Caraibi potrebbero essere a corto di 10mila infermieri. Anche gli Stati Uniti stessi avranno bisogno di più di un milione di infermieri entro il 2020; le autorità inglesi stimano che negli UK circa 180.000 infermieri andranno in pensione nei prossimi 10 anni che è quasi la metà degli infermieri che lavorano attualmente. In Italia secondo i dati Ocse mancano 60.000 infermieri, ma circa 25.000 neo laureati non trovano lavoro. Lo sottolinea il Nursind, sindacato rappresentativo degli infermieri, che in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere richiama l’attenzione dei cittadini, del mondo politico e professionale verso “un fenomeno che in Italia desta sempre piu’ preoccupazione”. “Stiamo assistendo a qualcosa di nuovo per la condizione infermieristica: mentre fino a qualche anno fa l’Italia era costretta a importare infermieri da altri Paesi per far fronte alla carenza infermieristica nelle strutture sanitarie, oggi sono gli infermieri italiani a emigrare per trovare lavoro”, afferma Andrea Bottega, segretario nazionale Nursind. In India e nel Malawi, nel giro di 10 anni si avrà una carenza di 2,4 milioni di infermieri. Una situazione che, secondo il responsabile Oms a Nuova Delhi, Nidhi Chaudhary, “già oggi dimostra di essere fortemente legata agli alti livelli di mortalità neonatale e infantile”. Come spiega poi Deena Nardi, direttrice del programma sul tema del Consiglio internazionale degli infermieri, “la migrazione è particolarmente evidente nelle piccole isole e nelle aree più isolate, come la Giamaica, dove ogni anno l’8% degli infermieri generalisti e il 20% di quelli specializzati se ne vanno in cerca di migliori condizioni di lavoro all’estero. Ad attrarre non sono solo gli stipendi più alti, ma anche le migliori condizioni di lavoro e possibilità di crescita professionale”. Il problema infatti non risiede soltanto nella disponibilità di operatori: alcuni infermieri sono costretti a lavorare in condizioni disagiate che non li permette di esercitare con dignità la loro professione. Un esempio sono le zone povere del mondo colpite dai conflitti come lo Zambia: è uno dei Paesi più poveri della terra e negli ultimi dieci anni è stato martoriato da quattro guerre. I crimini di guerra sono, in questo Paese, una realtà quotidiana (torture, distruzione, abusi, assassini di uomini, donne e bambini) e le condizioni di salute della popolazione sono pessime: Hiv/Aids, malaria, tubercolosi e meningite sono le malattie più diffuse; i livelli di mortalità materna e infantile sono in continua crescita; meno di un terzo della popolazione ha accesso all’acqua pulita; l’aspettativa di vita nel 2003 era intorno ai 41 anni ; c’è un medico ogni 18 mila persone circa e un infermiere ogni 7.800.Molti di questi operatori, in particolare donne, oltre a lavorare in condizioni di grave disagio, sono state vittime di violenza. La mancanza di strumentazione rende rischiosi molti interventi, anche semplici, e la carenza di fondi non permette un’inversione di rotta. Gli ospedali sono poveri e questo produce risultati negativi sia sulla salute dei pazienti che su quella del personale sanitario, esposto alle malattie e alle infezioni. Quasi inesistenti anche i centri di sostegno psicologico, così che le conseguenze delle violenze subìte (come l’insonnia, la depressione la demenza e i suicidi) diventano una realtà sempre più grave e diffusa. Ogni cosa viene messa a bollire, compresi i ferri chirurgici vecchi e arrugginiti, che quindi restano non sterilizzati. Un altro esempio allarmante è la situazione in Uganda dove le istituzioni sanitarie pubbliche sono molto carenti nel numero e nel livello di qualità. Ad esempio l’ospedale di Moroto che si trova nella regione nord dell’Uganda, è un ospedale statale ridotto davvero male: esso non dispone di reparti sufficienti per poter separare i pazienti con malattie infettive contagiose dai pazienti ricoverati per malnutrizione e ciò favorisce una maggiore diffusione delle malattie per cui l’ospedale non diviene assolutamente un ambiente sicuro per il paziente. Non esiste una mensa o un servizio pasto così i parenti dei malati o i malati stessi la maggior parte delle volte escono dall’ospedale per assicurarsi del cibo che viene mangiato seduti per terra nel cortile. Lo stesso cortile in cui i bambini aspettano il trattamento antimalarico perché non esiste un sala d’aspetto. Spesso non essendoci posti letto per i malati, questi vengono rimandati a casa assegnandogli un trattamento che non viene fatto perché da soli non ne sono in grado. Tutto ciò avviene per mancanza di personale in primis, essendo una regione poverissima sono pochi coloro che sono in grado di essere infermieri o medici. Infatti le operazioni vengono fatte nell’ospedale di Matany dove c’è un medico italiano in grado di operare e dove ci sono le condizioni per farlo, in quanto l’ospedale è nettamente migliore di quelli statali. Affianco alla mancata disponibilità di personale vi è la mancata disponibilità di fondi, presidi e farmaci: lo Stato non si occupa di comprare del materiale per una regione sperduta dell’Africa. Il sistema sanitario in Karamoja comprende cinque ospedali attivi, circa 11 Health Centres/Dispensary e circa 20 sub dispensary, la cui accessibilità è ridotta a causa delle grandi distanze da percorrere. Purtroppo questa realtà non si circoscrive semplicemente allo Zambia o all’Uganda ma a molti altri Paesi nel mondo, ed è per questi lavoratori della sanità abbandonata che la WHO intende rivolgere un appello affinché si realizzi la volontà politica di cooperare per ridare rispetto e dignità al lavoro dei colleghi che mettono a repentaglio la propria vita operando in ambienti lavorativi inadeguati e insicuri ed avviare progetti di solidarietà reclutando personale in grado di salvare milioni di vite umane.                                 

 8. L’APPROCCIO DEI SISTEMI SANITARI AL RAFFORZAMENTO FARMACEUTICO.

Il rafforzamento dei sistemi sanitari e dei sistemi di approvvigionamento delle medicine sono integralmente collegati. L’applicazione di metodi robusti per guidare la selezione di farmaci – con gli elenchi nazionali per i farmaci essenziali, e in alcuni paesi, attraverso programmi di assicurazione sanitaria – ha contribuito al miglioramento della fornitura. Eppure, nonostante i continui sforzi della WHO e dei suoi partner, per esempio fornire medicinali esistenti o lo sviluppo di nuovi strumenti di valutazione e di materiali per la formazione, molte sfide restano. La corruzione, un grosso ostacolo nel lavoro di sviluppo, pervade sistemi di gestione di molti farmaci. Per questo motivo, il nuovo “WHO Buon Governo per il Programma di Medicinali “comprende un pacchetto tecnico che promuove la trasparenza, la responsabilità e principi di buon governo negli appalti di medicine e nei prezzi.  L’obiettivo generale di questa zona di lavoro della WHO è una migliore pianificazione e un coordinamento di tutte le attività di gestione dei farmaci. A livello nazionale, sarà portata avanti la mappatura dei sistemi di approvvigionamento. Sarà incoraggiata la gestione dell’offerta integrata per le malattie che costituiscono il maggior onere sanitario, tenendo conto delle esigenze a lungo termine. L’obiettivo è anche quello di replicare con successo la collaborazione tra le agenzie a livello nazionale, e di collegare questo con la riforma delle Nazioni Unite, ove possibile. All’interno della WHO, l’obiettivo è quello di coordinare meglio lo sviluppo di strumenti e la collaborazione tra i reparti delle regioni e paesi. Come parte di questi sforzi, WHO prevede di identificare un pacchetto di interventi basati sulle evidenze che possono essere utilizzati da tutti i partner per migliorare i loro sistemi di gestione dell’offerta. Questi interventi terranno conto del ruolo della WHO nei paesi, nel settore privato, nei sistemi di assicurazione sanitaria e nei diversi livelli di reddito. Un ulteriore sviluppo di questo pacchetto sarà supportato da un gruppo di personale esperto sulle questioni di fornitura dei medicinali. Sulla base di questo pacchetto, i paesi saranno assistiti individualmente con la guida politica solida basata sulla buona governanza e sulla trasparenza, con revisione della normativa e garanzia di qualità nell’ambito delle procedure di appalto, gestione e regolamentazione dei sistemi di approvvigionamento, pianificazione delle risorse umane e coordinamento dei donatori. Questo rafforzerà tra l’altro la rete in espansione di funzionari nazionali del programma.
9. SANITA’ PUBBLICA, INNOVAZIONE E PROPRIETA’ INTELLETTUALE.

In un numero crescente di paesi a basso e medio reddito, la tutela brevettuale più forte è la creazione di una barriera finanziaria per l’accesso universale ai nuovi farmaci essenziali. Inoltre, la mancanza di un mercato economicamente sostenibile non incoraggia lo sviluppo e la commercializzazione di alcune categorie di farmaci essenziali, in particolare quelli per le malattie trascurate e per i bambini, e sieri terapeutici contro la rabbia e morsi di serpente. Questo ha portato ad un aumento degli investimenti pubblici mirati allo sviluppo di farmaci essenziali “mancanti”. Ciò pone domande interessanti sulla brevettabilità degli sviluppi finanziati con fondi pubblici.

Durante il 2007 e il 2008 venne formulato da un gruppo di lavoro governativo e successivamente approvato dall’Associazione Mondiale della Sanità, un piano d’azione globale per promuovere l’innovazione, la sanità pubblica e la proprietà intellettuale, con un focus sui farmaci essenziali necessari per le malattie trascurate e le popolazioni povere. Questa nuova strategia globale è concepita per promuovere una base sostenibile per la ricerca sanitaria essenziale e per l’ambiente di sviluppo che è rilevante per le malattie che colpiscono in modo sproporzionato i paesi in via di sviluppo. I sette elementi del piano d’azione sono:

1 promozione della ricerca e dello sviluppo;

2 costruzione e miglioramento della capacità innovativa;

3 trasferimento di tecnologia;

4 applicazione e gestione della proprietà intellettuale;

5 miglioramento dell’accesso e dei risultati ;

6 garanzia di meccanismi di finanziamento sostenibili;

7 istituzione di  sistemi di monitoraggio e di segnalazione.

WHO attuerà quelle componenti della strategia globale per le quali ha il mandato e i mezzi. Ad esempio, il piano include molte attività farmaco-correlate, come ad esempio l’identificazione della perdita di farmaci essenziali che richiede ricerca e sviluppo, ricerca sistematica sulle medicine tradizionali, l’espansione del Programma di Prequalificazione, il rafforzamento della capacità normative e altre misure per promuovere l’accesso universale. WHO continuerà a fornire supporto tecnico agli Stati membri nell’attuazione della Dichiarazione di Doha. Saranno inoltre sostenuti nuovi approcci, come ad esempio licenze per la ricerca, da parte delle università, finanziata con fondi pubblici. I nuovi prodotti derivanti da tali accordi possono beneficiare della valutazione prioritaria dal programma di Prequalificazione, riducendo così il tempo necessario per rendere i prodotti disponibili.

 10. LE SFIDE NELLA GESTIONE DELL’APPROVVIGIONAMENTO.

I molti diversi partner, con la propria strategia di approvvigionamento dei farmaci, hanno portato ad una mancanza di coordinamento dei sistemi di fornitura, con conseguente duplicazione, inefficienza e aumento del carico di lavoro, soprattutto a livello di impianto. L’approccio selettivo per le malattie prioritarie ha trascurato altre condizioni importanti (ad es malattie croniche, malattie comuni nei bambini). L’investimento nel settore sanitario al di fuori delle tre principali malattie è rimasto basso, soprattutto in Africa. Poca attenzione è stata rivolta alle strategie di fornitura a lungo termine; i donatori si sono generalmente concentrati sulla fornitura del settore pubblico per malattie specifiche, con scarsa considerazione del ruolo del settore privato. Le infrastrutture e le risorse umane per sostenere i sistemi di approvvigionamento sono stati generalmente trascurati. I sistemi informativi di routine sono deboli e la mancanza di informazioni per la pianificazione delle prestazioni rende il monitoraggio e la valutazione dell’efficienza, impegnativo. Gli investimenti in termini di esigenze logistiche sono carenti. La selezione di prodotti per l’approvvigionamento non è sempre basata su metodi appropriati. Di conseguenza, ci sono poveri collegamenti tra liste nazionali per i farmaci, farmaci realmente acquistati e forniti, e quelli prescritti ai pazienti. Anche se la formazione è stata sostenuta ampiamente, lo sviluppo coerente e sostenibile delle risorse umane per garantire una gestione dei medicinali appropriata non è avvenuta. Pochissimi dei tanti strumenti di gestione dell’offerta disponibili vengono valutati per l’utilità.

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  1. COSTRUIRE SISTEMI DI REGOLAMENTAZIONE.

Attualmente, in oltre due terzi dei paesi, tra cui la maggior parte dei paesi a basso e medio reddito, vi è la mancanza di sistemi di regolamentazione della medicina. Eppure, con la crescente privatizzazione e la globalizzazione della sanità, tra cui il commercio globale di farmaci, la necessità di una regolamentazione è più grande che mai. Diversi eventi recenti che coinvolgono farmaci contraffatti basterebbero per sottolineare la necessità di una forte regolamentazione al fine di proteggere il pubblico. Tuttavia, molti governi non sembrano riconoscere i potenziali vantaggi di un forte sistema di regolamentazione della medicina. Molti componenti del lavoro della WHO in campo medico, già includono le attività che sviluppano capacità di regolamentazione. Esempi sono:

– Le norme di qualità a livello mondiale e gli standard e servizi di scambio di informazioni sulle normative fornite dalla WHO

– Valutazioni delle autorità di regolamentazione;

– Fornitura di formazione e materiali su tutti gli aspetti della regolamentazione (tra cui la regolamentazione delle medicine tradizionali) dal punto di vista regionale e globale, nonché nazionale (WHO offre molti programmi nazionali di formazione su misura e missioni individuali di supporto del paese);

– Ampliamento del programma globale di farmacovigilanza;

– Lavorare per combattere la contraffazione.

Un aspetto relativamente nuovo, sarà la promozione della normativa di cooperazione regionale nell’ambito di blocchi economici esistenti in Africa, come la Comunità dell’Africa del sud per lo sviluppo (SADC), la Comunità dell’Africa orientale (EAC) e l’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (UEMOA). Delle cooperazioni analoghe in altri continenti sono già presenti come ad esempio nelle Americhe vi è la Rete Americana per l’Armonizzazione Regolatoria dei Farmaci (PANDRH) e in Asia il Gruppo Andino (ASEAN). Soprattutto in Africa, con il suo pesante fardello di HIV / AIDS, tubercolosi, malaria e con la forte dipendenza da finanziatori esterni, si prevede che il formato utilizzato dal programma di Prequalificazione (in particolare le relazioni di valutazione pubblica della WHO e i rapporti di ispezione pubblica) costituirà una base per gli sforzi di armonizzazione regionale e una rapida diffusione di regolamentazione di nuovi farmaci essenziali . 

  1. WHO / ONU PREQUALIFICAZIONE DEI FARMACI PRIORITARI.

Il programma di Prequalificazione WHO / ONU (PQP) è stato istituito nel 2001 per selezionare centralmente (“prequalify”) farmaci prioritari per il trattamento di HIV / AIDS, tubercolosi e malaria per l’approvvigionamento delle Nazioni Unite. Le Agenzie nazionali di regolamentazione (ANR) nei paesi sviluppati e in via di sviluppo sono responsabili per fare la maggior parte delle valutazioni e verifiche. Agenzie delle Nazioni Unite, organismi internazionali finanziari e agenzie di approvvigionamento (come il Fondo globale, Banca Mondiale, l’UNICEF e Medici Senza Frontiere (MSF)), e anche i programmi nazionali di malattia, utilizzano l’elenco di medicinali prequalificati. All’interno della WHO c’è una stretta collaborazione tra i programmi di malattia e la partecipazione attiva alla definizione delle norme, alla sicurezza dei farmaci e all’approvvigionamento.La sfida principale per il PQP è la necessità di migliore qualità garantita dei farmaci per il trattamento dell’HIV / AIDS, tubercolosi e malaria, e vi sono crescenti aspettative per l’erogazione dei servizi previsti dal programma. I risultati significativi degli ultimi sei anni hanno sollevato la questione di ampliare il campo di applicazione della PQP per includere prodotti per la salute riproduttiva, malattie trascurate, diarrea e altri farmaci per bambini. La PQP dovrebbe inoltre affrontare una crescente domanda di sviluppo delle capacità e attività di assistenza tecnica da ANR. L’obiettivo strategico primario è quello di aumentare il numero di farmaci di qualità garantita per ogni priorità medica al fine di conseguire una maggiore scelta, prezzi più bassi e una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento. Sempre più importante è il mantenimento della qualità, della sicurezza e elementi di garantita efficacia di prodotti già prequalificati. Il lavoro di valutazione svolto dal programma e l’esito delle attività di valutazione e di ispezione è un bene pubblico, e sarà disponibile per l’uso da parte degli Stati membri e tutte le parti interessate, comprese le autorità nazionali di regolamentazione. Il rafforzamento delle capacità di regolamentazione nei paesi meno dotati di risorse, un obiettivo del programma sin dal suo inizio, sarà ulteriormente migliorato fornendo assistenza e capacità tecnica di scelta, promettendo produttori nei paesi in via di sviluppo, che si sono impegnati a produrre farmaci che soddisfano gli standard internazionali. Per garantire ulteriormente la produzione sostenibile dei buoni prodotti finiti di qualità, il PQP intende intraprendere una prequalifica separata di ingredienti farmaceutici attivi, di cui beneficeranno i produttori nei paesi con risorse insufficienti. Questa collaborazione contribuisce ad un’armonizzazione regionale e in ultima analisi globale delle attività di regolamentazione, a costruire una fiducia facilitando così l’implementazione di processi di riconoscimento reciproco. 13.

13. LOTTA CONTRO I PRODOTTI MEDICALI CONTRAFFATTI.

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La contraffazione di prodotti medicali, (tra cui l’intera gamma di attività, dalla produzione alla fornitura ai pazienti), è un reato grave che mette a rischio la vita umana e mina la credibilità dei sistemi sanitari.  E’ impossibile ottenere una stima precisa della percentuale di casi di contraffazione. Tuttavia, il numero di incidenti rilevati nel solo 2007 è salito a oltre 1500, vale a dire una media di più di quattro casi al giorno. In uno studio collaborativo condotto da WHO, Interpol e altre parti interessate è emerso che circa la metà dei campioni di farmaci antimalarici raccolti nella sub-regione del Mekong contiene insufficienti o del tutto assenti quantità di principi attivi. Oltre al danno diretto per i pazienti e i fallimenti terapeutici, la presenza di prodotti medicali contraffatti sfida la fiducia del pubblico in tutto il sistema sanitario, colpendo la reputazione di produttori, grossisti, farmacisti, medici, infermieri , organizzazioni private e istituzioni governative simili.

Molti fattori contribuiscono a creare un ambiente in cui la produzione e il commercio di prodotti medicali contraffatti possono prosperare. Questi includono: la riluttanza dei governi a riconoscere l’esistenza o la gravità del problema; quadri giuridici inadeguati e sanzioni legali insufficienti; deboli meccanismi amministrativi e di coordinamento, non orientati alla lotta contro i prodotti medicali contraffatti; controlli inefficaci su produzione, importazione e distribuzione di prodotti medici; scarsa collaborazione tra le autorità e le istituzioni coinvolte nella regolazione, controllo, indagine e accusa (come le autorità sanitarie, di polizia, dogane, magistratura); collaborazione inefficace nello scambio di informazioni tra i settori pubblico e privato. Contribuiscono anche al problema, un certo numero di fattori socio-economici, come l’accesso inadeguato ai servizi sanitari, e canali di approvvigionamento frammentati e inaffidabili che creano opportunità per gli operatori informali. La contraffazione farmaceutica è ormai diventata un grande business, soprattutto nei paesi in cui l’alto costo dei farmaci costringe la gente a comperarli al mercato nero in piccole dosi (i farmaci “ufficiali” sono venduti in confezioni troppo grandi e troppo costose ). Se, come avviene in Africa occidentale, curare un bambino affetto da malaria costa l’equivalente di tre settimane di salario, è evidente che egli sarà curato con i farmaci comperati al mercato nero. Farmaci che nella migliore delle ipotesi non curano, nella peggiore arrivano ad uccidere.Ci sono trafficanti che acquistano a bassissimo prezzo degli stock di medicinali in scadenza, per poi rivenderli dopo aver modificato la confezione e la data di scadenza. Altri invece commercializzano veri e propri farmaci “finti”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che almeno il 7% dei medicinali venduti ogni anno in tutta la terra siano “finti”, una percentuale che raggiunge percentuali del 60% nei paesi africani. Una stima, però, destinata a crescere a causa dell’importazione di principi attivi da altri paesi. Dal 2012 ad oggi, infatti, in Italia i NAS hanno sequestrato 7,5 tonnellate di materie prime farmacologicamente attive provenienti illegalmente da Giappone, Cina, India, Messico e Taiwan, per un valore di 2 milioni di euro. Il mercato dei farmaci contraffatti ha superato quello della cocaina. Secondo alcuni studi, inoltre, le organizzazioni criminali, per ogni 1000 dollari investiti, ne guadagnano 20 mila nel mercato dell’eroina e ben 400 mila in quello dei medicinali contraffatti.

Il problema dei farmaci contraffatti è generalmente visto nel contesto di prodotti medicali declassati. Le controversie potenti di marchi non deve essere confusa con la contraffazione dei prodotti medicali. Prodotti medici (sia generici o di marca) che non sono autorizzati per la commercializzazione in un determinato paese, ma autorizzati altrove, non sono considerati contraffatti. Difetti di qualità o non conformità alle buone pratiche di distribuzione e di buona manifattura dei prodotti medici, legittimi non devono essere confuse con la contraffazione. Nel 2006, a seguito di una forte domanda, la WHO ha intensificato le sue attività per costruire l’azione nazionale e internazionale coordinata per fermare la produzione, il movimento, il commercio e la vendita di prodotti medicali contraffatti attraverso una coalizione WHO guidata composta da organizzazioni internazionali, ONG, autorità di regolamentazione, autorità esecutive, associazioni che rappresentano i produttori farmaceutici, grossisti, operatori sanitari e pazienti. Nei prossimi anni, le infrastrutture legislative e regolamentari verranno rafforzate, i regolamenti saranno elaborati e attuati, la tecnologia anticontraffazione verrà sviluppata, l’applicazione della legge sarà rafforzata, e la comunicazione nazionale e internazionale, sarà migliorata. Il sistema di allarme rapido basato sul web sviluppato dall’Ufficio Regionale della WHO del Pacifico occidentale sarà esteso ad altre regioni. Un approccio globale sarà sviluppato per combattere la vendita di prodotti medicali contraffatti attraverso Internet, comprendente misure legislative e regolamentari. Un supporto di applicazione si concentrerà sui paesi interessati in Asia e in Africa sub-sahariana. Prove basate sull’evidenza usate da orientamenti politici per promuovere l’uso efficace scientificamente valido dei farmaci per operatori sanitari e per i consumatori ,sviluppate e sostenute nell’ambito del Segretariato e dei programmi regionali e nazionali

14. PROMUOVERE L’USO RAZIONALE DEI FARMACI. 

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L’uso irrazionale di farmaci è un grave problema in tutto il mondo. Si stima che più della metà di tutti i farmaci sono prescritti, distribuiti o venduti in modo irrazionale. Ciò contribuisce a enormi perdite di salute e spreco economico, sia a livello personale che nazionale. Negli ultimi anni il numero di paesi con liste aggiornate di farmaci e linee guida di trattamento è in aumento; tuttavia, nel 2007 in circa la metà di tutti i paesi non vi è stata l’attuazione di politiche fondamentali basate sull’evidenza che sono necessarie a garantire l’uso razionale dei farmaci. Il problema non è limitato ai paesi in via di sviluppo. Ad esempio, alcuni paesi industrializzati consentono o considerano consentita la pubblicità diretta al consumatore di farmaci che è nota per causare eccessive prescrizioni e uso irrazionale. Adottando la direzione strategica approvata dall’Assemblea Mondiale della Sanità nel 2007, la WHO intende sostenere gli Stati membri per agevolare un approccio multi-parte verso un programma nazionale che promuova l’uso razionale dei farmaci, attraverso le necessarie infrastrutture tra cui un organismo nazionale multidisciplinare, coinvolgendo la società civile e organizzazioni professionali. I notevoli impatti sanitari ed economici negativi della prescrizione irrazionale, saranno utilizzati come argomento per convincere i governi nazionali e le agenzie di finanziamento internazionali a promuovere l’utilizzo razionale del farmaco. Saranno poi sviluppati piani nazionali, sulla base di valutazioni della situazione e sulla base delle motivazioni sottostanti al comportamento di prescrizione. WHO rafforzerà anche i suoi legami con le altre agenzie delle Nazioni Unite (ad esempio UNICEF, UNFPA) e nuovi giocatori in questo campo, come il Fondo Globale, al fine di aiutarli a sviluppare e utilizzare linee guida di trattamento basate sull’evidenza e liste di farmaci essenziali, basate su una valutazione economica.  Scendendo poi sull’attuazione concreta dell’uso razionale del farmaco da parte del paziente, gioca un ruolo fondamentale l’infermiere. Nella maggioranza dei casi, educare il paziente sulle medicazioni è una infatti una responsabilità infermieristica.  Nel ruolo di educatore, l’infermiere deve dare le seguenti informazioni:

Il nome del farmaco e la categoria terapeutica (per es. Penicillina:antibiotico) a cui appartiene: Il paziente dovrebbe conoscere il nome del farmaco che sta prendendo.  Se il farmaco è stato prescritto con il nome commerciale, al paziente dovrebbe essere anche dato il nome generico.  Questa informazione ridurrà il rischio di overdose che può essere la conseguenza della mancata comprensione da parte del paziente che due differenti prescrizioni si possono riferire allo stesso farmaco.

Il dosaggio: al paziente deve essere comunicato quanto farmaco deve prendere e quando.  Per alcune medicazioni, il dosaggio deve essere aggiustato dal paziente.  L’insulina è un buon esempio.  Perché la terapia insulinica sia massimamente efficace, il paziente deve variare la dose a seconda dell’assunzione di calorie.  Come fare queste variazioni è l’infermiere a doverlo insegnare.

Tempi di somministrazione: con le medicazioni Pro Re Nata (all’occorrenza), i tempi non sono prestabiliti.  Piuttosto, questi farmaci sono assunti quando le condizioni lo richiedono.  Per esempio, alcuni soggetti asmatici hanno attacchi di broncospasmo in conseguenza di esercizio fisico.  Per minimizzare questi attacchi, possono assumere un supplemento di farmaci prima dello sforzo fisico.  E’ responsabilità dell’infermiere di insegnare al paziente come usare farmaci in PRN.  Un paziente dovrebbe sapere cosa fare se non può assumere una dose di farmaco.  Con i contraccettivi orali, per esempio, se una dose non viene presa, essa dovrebbe essere aggiunta alla successiva assunzione.  Ma se due o tre dosi vengono saltate, deve essere iniziato un nuovo ciclo di assunzioni. Alcuni pazienti hanno difficoltà a ricordarsi se hanno preso le loro medicine oppure no.  Possibili cause sono malattie mentali, età avanzata e regimi terapeutici complessi.  Per facilitare l’accuratezza nella somministrazione, l’infermiere può dare al paziente una scatolina per le pillole con scompartimenti separati per ciascun giorno della settimana e poi insegnargli come riempire la scatolina ogni settimana.  Per sapere se il paziente ha preso le medicine è sufficiente che l’infermiere esamini la scatolina.

Via e tecnica di somministrazione: Ai pazienti va insegnato come devono auto-somministrarsi i farmaci.  Ciò è particolarmente importante per vie di somministrazione non comuni (per es., la via sublinguale per la nitroglicerina) e per tecniche difficoltose (per es., la via sottocutanea per l’insulina).  I pazienti che assumono farmaci per via orale possono dover avere alcune istruzioni specifiche.  Per esempio, alcune preparazioni orali non devono essere masticate o rotte; alcune devono essere prese con liquidi; ed alcune devono essere assunte con i pasti, mentre altre lontano da essi.  Una cura particolare deve essere dedicata a quei pazienti, che a causa di disabilità (per es., alterazioni visive o cognitive, limitata destrezza manuale), possono avere difficoltà alla auto-somministrazione.

Risposta terapeutica attesa e quando dovrebbe avvenire: Per partecipare pienamente al raggiungimento degli obiettivi terapeutici, i pazienti devono conoscere il tipo e i tempi di comparsa degli effetti benefici.  Sapendo ciò, i pazienti possono contribuire a valutare il successo o il fallimento della terapia.  Riconoscendo il fallimento terapeutico, il paziente informato sarà capace di cercare tempestivamente di passare ad una terapia alternativa. Con alcuni farmaci, come quelli per la depressione e la schizofrenia, gli effetti benefici sono ritardati e diventano massimi dopo settimane dall’assunzione.  Se il paziente sa di questo ritardo, ha delle aspettative realistiche con conseguente riduzione dell’ansia su un possibile fallimento terapeutico.

Misure non farmacologiche per aumentare la risposta terapeutica. Per esempio, nonostante i farmaci siano utili nella gestione dell’ipercolesterolemia, l’esercizio e la dieta sono almeno altrettanto importanti.  Insegnare al paziente le misure non farmacologiche può aumentare enormemente le possibilità di successo.

Durata del trattamento: Così come i pazienti devono sapere quando prendere le medicine, devono anche sapere quando cessare l’assunzione.  In alcuni casi (per es., nel trattamento del dolore acuto), i pazienti devono interrompere la somministrazione appena scompare il sintomo.  In altri casi (per es. nell’ipertensione), i pazienti dovrebbero sapere che l’assunzione durerà probabilmente per sempre.  In altre condizioni ancora (ulcera gastrica), le medicazioni possono essere prescritte per un determinato tempo dopo il quale la situazione va rivalutata.

Metodo per la conservazione del farmaco: Alcuni farmaci sono chimicamente instabili, e si possono deteriorare rapidamente se non sono conservati appropriatamente (per es., in frigorifero, in contenitori a prova di luce).  Tutti i farmaci dovrebbero essere comunque conservati al di fuori della portata dei bambini.

I sintomi dei principali effetti avversi e le misure per minimizzare i disagi e i danni: la conoscenza degli effetti avversi dei farmaci aiuta il paziente ad evitare alcuni effetti avversi e a minimizzarne altri prendendoli in tempo.  I seguenti esempi sottolineano il valore della educazione del paziente sugli effetti indesiderati dei farmaci:

  • Una dose eccessiva di insulina può causare una precipitosa diminuzione della glicemia. Segni precoci di ipoglicemia includono un aumento della sudorazione ed una aumentata gittata cardiaca. Il paziente a cui è stato insegnato a riconoscere questi segni precoci può rispondere attraverso l’assunzione di cibo ricco in glucosio. Al contrario, il paziente che non riconosce questi segni e non ingerisce glucosio può andare incontro ad un coma, e può perfino morire.
  • Molti farmaci antitumorali predispongono all’insorgenza di infezioni gravi. Il paziente che sa di questa eventualità può prendere delle misure per evitare il contagio (per es. evitando il contatto con persone infette; evitando cibi che possono contenere patogeni). Inoltre, il paziente informato sarà in grado di avvertire il medico ai primi segni di sviluppo di un’infezione, consentendo così un trattamento tempestivo. Al contrario, il paziente che non ha ricevuto una istruzione adeguata presenta un rischio aumentato di malattia o morte per infezione.
  • Alcuni effetti collaterali, anche se sono benigni, possono provocare dei fastidi se avvengono senza un precedente avvertimento. Per esempio, la rifampina (un farmaco antitubercolare) determina una colorazione rosso-aranciata all’urina, al sudore, saliva e alle lacrime. Il paziente dovrebbe sapere in anticipo questi effetti.Le principali interazioni avverse farmaco-farmaco e farmaco-cibo: l’istruzione del paziente può aiutare ad evitare pericolose interazioni farmaco-farmaco e farmaco-cibo. Per esempio, la fenelzina (un antidepressivo) può causare un aumento pericoloso della pressione arteriosa se presa in combinazione con certi farmaci (per es., le anfetamine) o certi cibi (per es., i fichi, l’avocado o molti formaggi). Quindi è essenziale che i pazienti che prendono fenelzina siano esplicitamente ed enfaticamente istruiti a proposito dei farmaci e dei cibi da evitare.
  • Chi contattare nel caso di fallimento terapeutico, reazioni avverse gravi, o gravi interazioni avverse

15. LA MEDICINA TRADIZIONALE.

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Nella strategia WHO Medicina Tradizionale 2002- 2005 il tour di obiettivi generali della politica, dell’accesso, della qualità e l’uso razionale dei farmaci sono stati applicati anche alla medicina tradizionale, complementare e alternativa (TM / CAM). Tra il 2002 e il 2007, un gran numero di documenti programmatici e linee guida internazionali e regionali e standard di qualità sono state sviluppate per TM / CAM . Nel 2007, 48 paesi hanno riferito avere una politica di integrazione TM / CAM con il sistema di salute generale; 110 paesi hanno norme per i medicinali a base di erbe. Sulla base dei progressi nel campo della TM / CAM un numero crescente di paesi sono interessati a integrare TM / CAM nel sistema sanitario nazionale. Le nuove sfide che i paesi stanno intraprendendo, comprendono quella di pensare a come implementare questa integrazione nei sistemi sanitari, per la copertura assicurativa sanitaria della TM / CAM, per la qualificazione dei professionisti, e per le informazioni basate su evidenze per orientare le decisioni politiche e la capacità di costruire la strategia globale in materia di sanità pubblica, innovazione e proprietà intellettuale. La direzione strategica della WHO è quella di facilitare l’integrazione della TM / CAM nei sistemi sanitari nazionali, con un focus sulla migliore regolamentazione dei farmaci e degli operatori tradizionali. Saranno promosse la raccolta e l’uso delle prove migliori sulla qualità, sicurezza ed efficacia. Verrà esplorato il contributo della TM / CAM all’assistenza sanitaria di base e, ove opportuno e possibile, promosso. Particolare accento sarà posto sulla promozione e l’aggiornamento delle conoscenze e delle abilità dei fornitori di TM / CAM per garantire la sicurezza del paziente. Ove necessario, i paesi saranno assistiti nel proteggere le loro conoscenze indigene e i diritti di proprietà intellettuale.
16.DIFESA DELLA SALUTE PUBBLICA E DEI VALORI ETICI.

 Una funzione di lunga data della WHO, e in particolare dell’ex programma di azione in materia di medicinali essenziali, è stata la difesa dei fondamentali principi di sanità pubblica. Nei primi decenni del programma, questi messaggi sono concentrati sulla promozione del concetto di farmaci essenziali a sostegno delle esigenze di equità e di assistenza sanitaria di base come parte di Salute per Tutti. Questi principi sono ora generalmente compresi e accettati. Tuttavia la necessità di promuovere principi di sanità pubblica rimane, anche se la natura del messaggio è cambiato. La missione continuerà a concentrarsi sull’accesso ai farmaci essenziali nell’ambito della realizzazione del diritto fondamentale alla salute, la promozione della qualità della medicina, della trasparenza nella registrazione della medicina, nell’approvvigionamento e nei prezzi, la promozione dei principi di buon governo e di giustizia sociale e dell’uso razionale dei farmaci come parte dei costi di approvvigionamento.

 

17.  EVIDENCE BASED.

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Un secondo punto di forza del programma di medicina della WHO è sempre stato la sua solida base sulle procedure altamente standardizzate e un approccio scientifico per sviluppare standard e orientamenti politici basati sull’evidenza. Sarà continuato questo tipo di approccio, e rafforzato dove necessario (ad esempio, nel settore della consulenza politica sulle politiche di tariffazione).

Sarà continuato il lavoro dei cinque comitati di esperti della WHO, i tre gruppi consultivi di esperti e le basi di dati globali sui prezzi dei medicinali e sugli studi di uso medicinale. La commissione di esperti sulle politiche in medicina sarà ri-invitata a concentrarsi su prove scientifiche sui prezzi della medicina, sulla trasparenza, e sui sistemi di rimborso. L’accessibilità di tutte le informazioni disponibili per i programmi nazionali sarà rafforzata migliorando il sito medico web della WHO.

 

18.ALL’INTERNO DELLA COLLABORAZIONE DELLA WHO.

Le numerose attività farmaco-correlate nell’ambito di programmi di malattie sono sia una fonte di preoccupazione sia un ulteriore prova che vi è una crescente domanda di consulenza e sostegno correlata alla medicina. La collaborazione con alcuni dei programmi-malattia orientati sulla scelta di farmaci essenziali, sulla garanzia della qualità, sul rafforzamento normativo e dei prezzi è già molto strutturato e avanzato. Il nuovo orientamento della collaborazione sarà lo sviluppo di linee guida di trattamento basate sull’ evidenza, di sistemi di approvvigionamento globali e la promozione dell’uso razionale. Si cercherà inoltre di continuare a standardizzare ulteriormente i molti metodi differenti per la prequalificazione dei farmaci prioritari, la diagnostica, i dispositivi per la salute riproduttiva e i vaccini. La collaborazione tecnica all’interno del gruppo di sistemi sanitari si concentrerà sul PHC, sul sostegno agli ospedali distrettuali, sui benefici medicinali come parte di assicurazione sanitaria sociale nei paesi a medio reddito, e sulla pianificazione delle risorse umane per il settore farmaceutico. Il programma continuerà la sua partnership di successo. Questi includono la Conferenza internazionale bi-annuale delle autorità di regolamentazione dei farmaci, il gruppo farmaceutico  lnteragency Pharmaceutical Coordination , WHO/UN Prequalification Programme con più di 50 agenzie di regolamentazione nazionali, Health Action International, con tutto il suo lavoro sui prezzi della medicina in oltre 50 paesi, la International Network for the Rational Use of Drugs (rete internazionale per l’uso razionale dei farmaci) in oltre 20 paesi, e International Regulatory Cooperation for Herbal Medicines (cooperazione internazionale per la  regolamentazione di erbe medicinali) e per la lotta contro i farmaci contraffatti. La partecipazione di più contee in tali iniziative sarà incoraggiata e sostenuta. La collaborazione sarà ulteriormente rafforzata con il Fondo Globale, UNITAID, le ONG di interesse pubblico, e l’industria basata sulla ricerca e farmaci generici. Un tipo molto particolare di collaborazione esiste con i tanti WHO Collaborating Centres. Sarà rafforzato ulteriormente il rapporto con questi centri di eccellenza. Il loro numero verrà aumentato, in stretta collaborazione con gli uffici regionali; e saranno più coinvolti nell’attuazione della strategia e del programma di lavoro. A livello nazionale, il programma di medicina sarà ulteriormente integrato all’interno del programma dei sistemi sanitari.

19.SUPPORTO PER IL PAESE.

Il numero di paesi che sono alla ricerca di consigli e sostegno dalla WHO nell’organizzazione del settore farmaceutico (attualmente oltre 80 e si avvicinano rapidamente a 100) sta aumentando a tal punto che gli uffici regionali trovano difficile rispondere a tutte le richieste. Ove possibile, l’efficienza si otterrà riducendo il sostegno ai singoli paesi e aumentando il sostegno alla subregione / o blocchi economici, per esempio nel settore delle strategie regionali di armonizzazione regolamentare e di rifornimento di medicinali. Tuttavia, in quei paesi con un reale interesse politico, il supporto tecnico della WHO sarà intensificato attraverso la nomina di ufficiali nazionali dedicati al programma. In questi paesi, l’attenzione si sposterà verso una migliore informazione, completa di pianificazione a più parti interessate in settori strategici (supporto normativo, gestione degli approvvigionamenti e della catena di fornitura, uso razionale, coordinamento nazionale delle agenzie di sviluppo, riforma delle Nazioni Unite). Ove possibile, il programma di medicina sosterrà attivamente la riforma delle Nazioni Unite a livello nazionale. Un caso particolare sarà fatto per la creazione di sistemi farmaceutici di base nei paesi post-emergenza.

 

  1. PERSONALE DELLA WHO.

Il programma continuerà ad attrarre i migliori esperti mondiali nel loro rispettivo campo. Si cercherà di raggiungere un equilibrio di genere pieno, aumentando il numero di esperti donne, in particolare nei paesi in via di sviluppo, attraverso gli inviti alle sessioni attive e il coinvolgimento nella ricerca e nella formazione di progetti. I Seminari di Briefing per il personale della WHO, per il personale delle Nazioni Unite, per le controparti nazionali e le ONG saranno presentati in due lingue. Se richiesto dagli uffici regionali, saranno compiuti sforzi per aumentare il personale tecnico degli uffici regionali e nazionali e nelle aree tecniche individuat.

21.CONCLUSIONE

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La necessità di medicinali essenziali è più urgente oggi come mai lo è stato. Il raggiungimento degli Obiettivi Mondiali della Salute e gli elementi necessari per una rinnovata assistenza sanitaria di base sono impensabili senza norme dalla WHO, orientamenti politici e sostegno tecnico in questo settore. Questo piano di attuazione strategico fornisce una guida pratica per la WHO e tutte le parti interessate su come i benefici del concetto di medicina essenziale possono essere utilizzati per promuovere l’accesso universale e una assistenza sanitaria centrata sul paziente, per tutti. La battaglia per l’accesso ai farmaci essenziali si preannuncia ancora dura e significativi risultati potranno intravedersi solo quando la comunità internazionale deciderà di anteporre il diritto alla salute globale alle regole del commercio e alla logica dei profitti.  Con pochi farmaci e con la mancanza di operatori sanitari come gli infermieri, la vita sarà più corta, ci saranno maggiori probabilità di contrarre gravi infezioni, si potranno avere maggiori complicazioni a seguito di ricoveri ed interventi chirurgici; non si potrà mai avere la possibilità di vincere la malattia senza farmaci essenziali. In un mondo così, come e chi curerà le persone che amiamo?

Chi si occuperà di te?

 Ringraziamenti

Non ho mai pensato di rimpiangere la vita tra i banchi, forse perchè non li avevo ancora abbandonati. Ora posso invece ringraziare Martina e Brigilda per aver reso il tempo più scorrevole e divertente in questi 3 anni di classi soffocanti, esami insuperabili e tirocini. Un ringraziamento ai miei genitori per la fiducia che hanno avuto in me lasciandomi libera di gestire i miei studi, rendendomi più autonoma e responsabile e per il loro disinteresse al voto degli esami perché è più importante l’obiettivo della resa che può essere condizionata da molti fattori. Grazie ad Antonio che c’è sempre stato, anche quando voleva dire svegliarsi alle 6 per accompagnarmi all’ospedale, grazie alle mie amiche che stanno rendendo questo momento più importante di quanto io stessa consideri, grazie a Mirko per l’orgoglio che nutre per me e che è reciproco. Infine un ringraziamento speciale al professor Domenico Delfino, a tutte le persone che mi hanno insegnato qualcosa in questi anni, ai pazienti che hanno saputo essere “pazienti” affidandosi alle mie mani inesperte e a Me, che so superarmi anche se poi ogni volta non ci credo.

 

Bibliografia

 “Implementing the Third Who Medicines Strategy 2008-2013”

“WHO Model Lists of Essential Medicines”

http://www.ipasvi.it/

http://www.who.int/en/

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=essential+medicines

sito ipasvi gorizia

http://www.prontoinfermieri.it

quotidianosanita.it

http://www.pharmastar.it/

https://www.wikipedia.org/

applicazione della farmacologia nella pratica infermieristica”

 

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