Il blocco dell’IL-25 potrebbe ridurre gli attacchi d’asma associati a virus

Approssimativamente l’85% delle esacerbazioni asmatiche, conosciute anche come attacchi d’asma, sono innescate da virus respiratori e sono caratterizzate da una elevata risposta immune di tipo 2.  Beale et al. ci mostrano ora che l’infezione con rinovirus, il tipo più frequente di virus respiratori, è associata con aumentata espressione di interleuchina-25 (IL-25), un iniziatore e regolatore della risposta immune delle cellule T helper di tipo 2 (TH2).  E’ importante notare che hanno mostrato che nei topi il blocco del segnale dell’IL-25 può ridurre la risposta TH2 indotta dai rinovirus, e può ridurre così il numero e la severità delle esacerbazioni asmatiche.

                In questo studio, le cellule epiteliali bronchiali umane (BEC) sono state infettate ex vivo con rinovirus.  Dopo l’infezione, i livelli dell’mRNA dell’IL-25 aumentavano di circa 10 volte di più nelle BEC da individui atopici asmatici che da individui non asmatici; i livelli di base non erano significativamente differenti nei due gruppi.  Quando venivano sperimentalmente infettati con rinovirus, anche i volontari asmatici producevano più IL-25 nei loro fluidi della mucosa nasale rispetto ai volontari non asmatici.

                Per investigare il contributo dell’aumento di IL-25 alle esacerbazioni asmatiche indotte da rinovirus, gli autori hanno usato un modello murino in cui la somministrazione sistemica di proteina ovalbumina  (per indurre la sensibilizzazione allergica) è seguita dalla somministrazione intranasale di ovalbumina insieme con rinovirus (per mimare un’esacerbazione di asma allergico).  I topi sensibilizzati e ristimolati con ovalbumina avevano livelli più alti di mRNA di IL25 nel liquido di lavaggio broncoalveolare rispetto ai topi non allergici, e la successiva infezione con rinovirus aumentava ulteriormente i livelli di mRNA dell’IL25  fino a circa 28 volte i livelli visti in topi allergici, finti-infettati.  Nelle sezioni polmonari immunoistologiche, la colorazione della proteina IL-25 era aumentata in topi allergici, infetti sia nelle cellule epiteliali che in cellule infiammatorie infiltranti IL25+, il chè suggerisce sorgenti molteplici di questa citochina durante le esacerbazioni asmatiche.

                Paragonando dati da momenti precoci e tardive dopo infezione, gli autori suggeriscono che la produzione di IL-25 da parte di cellule epiteliali precocemente nell’infezione potrebbe iniziare un circuito di amplificazione tramite il reclutamento di cellule infiammatorie produttrici di IL-25, che aumenterebbero ulteriormente la produzione di IL-25 e anche citochine di tipo 2, tra cui IL-4, IL-5 e IL-13, erano aumentate nei lavaggi broncoalveolari di topi sensibilizzati, infetti.

                Gli autori hanno quindi usato un anticorpo specifico per il recettore dell’IL-25 (IL-17RB) definendo ulteriormente il ruolo dell’IL-25 in questo processo.  Bloccando l’IL-17RB all’incirca al tempo dell’infezione da rinovirus nei topi allergici prevenivano l’aumento dei livelli di IL-4, IL-5 e IL-13.  L’anticorpo specifico per l’IL-17RB riduceva anche la secrezione di muco e le risposte dei neutrofili, eosinofil e linfociti delle vie aeree in topi allergici, infetti.

                E’ degno di nota che l’anticorpo specifico per l’IL-17RB riduceva anche la carica virale 10 ore dopo l’infezione.  Si pensa che le risposte immuni di tipo 2 interferiscano con le risposte antivirali, inibendo così la via di segnale dell’IL-25  e ciò potrebbe servire a due funzioni: aumentare la risposta antivirale e diminuire l’infiammazione allergica esacerbata dai virus.

                Tutto considerato, questi dati forniscono delle evidenze che l’IL-25 ed il suo recettore potrebbero essere importanti bersagli per il trattamento delle esacerbazioni asmatiche indotte da rinovirus.

La produzione di IL-25 da parte delle cellule epiteliali precocemente nell'infezione potrebbe innescare un circuito di amplificazione

La produzione di IL-25 da parte delle cellule epiteliali precocemente nell’infezione potrebbe innescare un circuito di amplificazione

(Tratto da Megan Cully, “IL-25 blockade could reduce virus-associated asthma Attacks”, Nat Rev Drug Discov, 13:810-11, 2014)

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