La medicina che cambia – Le terapie non convenzionali in Italia

DIVERSI MA NON SEPARATI.  STRATEGIE DI RICONOSCIMENTO E DI PROFESSIONALIZZAZIONE

Non alternativi ma…

“…Una prima argomentazione ripropone un modello ampiamente presente nella medicina scientifica attuale: il modello della specializzazione.  Biomedicina e medicine non convenzionali dovrebbero essere considerati modelli paralleli, distinti ma non separati, d’intervento.  Così come è riconosciuto un percorso di approfondimento specialistico in campo biomedico, dovrebbe essere attribuito riconoscimento equivalente a chi acquisisce competenze specifiche in tecniche diagnostiche e terapeutiche non convenzionali.  Come il primo specialista, cardiologo, chirurgo o psichiatra, continua ad essere prima di tutto medico, anche l’agopuntore, l’omeopata o il chiropratico deve essere considerato, a tutti gli effetti, un medico.  La discussione deve cercare di definire con una certa accuratezza, quali campi d’intervento sono più efficacemente adatti all’uso di una particolare tecnica, ancge se la decisione finale non può essere imposta dall’esterno, ma deve essere il risultato congiunto di una discussione interna alla professione e del giudizio libero del mercato, della scelta libera del paziente.

   Io vorrei che ci fosse pari dignità tra lo strumento medico agopuntura e lo strumento medico medicina convenzionale ortodossa occidentale.  Ma la pari dignità è ben lungi dal venire.  C’è da dire che grazie alla forza dei risultati pratici e quindi del fatto che poi i pazienti ne parlano bene, l’agopuntura sta diventando una cosa non più ignorabile.  Per cui ci sono degli ambiti istituzionali che si stanno movendo in questo senso.  Diciamo che non siamo più considerati degli stregoni, però si vivono delle contraddizioni.  Ad esempio, dal punto di vista legislativo, l’agopuntura è in tutti i tariffari, è prevista la voce, il codice, eccetera, quindi teoricamente si potrebbe aprire un ambulatorio specialistico; solo che l’agopuntore non è considerato uno specialista (A52, medico, esperto di agopuntura).

   Nelle nazioni dove è stato riconosciuto, il chiropratico viene definito come “medico chiropratico”.  Se si guarda al nostro percorso formativo, i nostri esami sono molto fini, dettagliati: non facciamo chirurgia, però, se andiamo a vedere, i nostri esami sono esami di medicina e inoltre c’è tutta quella parte che riguarda la struttura ossea, l’immobilizzazione, che il medico tradizionale non fa.  In America e in Canada, dove è nata questa disciplina, tutti gli esami del “medical doctor” sono sovrapposti a quelli di base che deve sostenere un medico tradizionale.  Poi c’è la diversificazione: uno fa il chirurgo, l’altro fa il chiropratico (A33, fisioterapista, docente di una scuola di chiropratico e osteopatia)

(Tratto da “La medicina che cambia – Le terapie non convenzionali in Italia”, a cura di Enzo Colombo e Paola Rebughini, Il Mulimo, 2003)

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