La cerimonia del massaggio

“…Oggi però ne approfittarono tutti per considerare cosa avrebbero potuto dire su Clive, e forse per questo, dopo i dodici rintocchi, le persone non tardarono a farsi avanti.

Un uomo balzò subito in piedi per raccontare l’abilità e l’allegria di Clive durante una gara transoceanica di yacht; un altro parlò delle sue insospettabili capacità di cuoco d’alta cucina, testimonianze accolte da alcuni con incredulità (“Clive?”), ma da altri senza il minimo stupore.  Una donna raccontò quant’era bravo come giardiniere e di quella volta che aveva finito per dipingerle anche la cucina, mentre una giornalista di “Donna oggi” lo descrisse come “vulcanico”, e citò i presenti come testimoni di quanto fosse eccezionale come amico, e così aperto…qualità, guarda caso, che si scoprono sempre postume.  D’altra parte a tutti venne risparmiato un altro tormentone funebre come “perdeva la pazienza solo davanti alla stupidità”, anche perché Clive aveva sopportato gli stupidi come un male necessario: in un certo senso era pagato per quello…”

(Tratto da Alan Bennett, “La cerimonia del massaggio”, Piccola Biblioteca 476, Adelphi, 2002)

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