Diclofenac

Struttura del diclofenac

Struttura del diclofenac

Il diclofenac è il FANS più frequentemente usato in Europa. L’inibitore selettivo di COX-2 lumiracoxib è un analogo del diclofenac

Proprietà farmacologiche. Il diclofenac ha attività analgesica, antipiretica, ed antiinfiammatoria.  La sua potenza contro la COX-2 è sostanzialmente più grande di quella dell’indometacina, naproxene, e molti altri FANS.  In aggiunta, sembra che il diclofenac riduca le concentrazioni intracellulari dell’Acido Arachidonico (AA) libero nei leucociti, forse alterando il suo rilascio o la sua ricaptazione.  La selettività del diclofenac per COX-2 assomiglia a quella del celecoxib.  Infatti, l’incidenza di effetti avversi gastrointestinali seri tra diclofenac e celecoxib non differiva nello studio CLASS.  Inoltre, studi osservazionali hanno sollevato la possibilità di pericolo cardiovascolare nella terapia cronica con diclofenac.  Un paragone a larga scala randomizzato tra diclofenac ed inibitore selettivo di COX-2 etoricoxib è attualmente in corso.

Farmacocinetica. Il diclofenac ha un assorbimento rapido, un esteso legame alle proteine, ed una emivita breve (tabella-1).  C’è un sostanzioso effetto di primo passaggio, tale che solo circa il 50% è biodisponibile sistemicamente.  Il diclofenac si accumula nel liquido sinoviale dopo somministrazione orale, il chè spiega perché la durata del suo effetto terapeutico è considerevolmente più lunga rispetto alla emivita plasmatica.  Il diclofenac è metabolizzato nel fegato da un membro della sottofamiglia del CYP2C a 4-idrossidiclofenac, il metabolita principale, ed altre forme idrossilate; dopo glucuronazione e solfatazione i metaboliti sono escreti nelle urine (65%) e nella bile (35%).

tabella 1

Usi terapeutici. Il diclofenac negli USA è approvato per il trattamento sintomatico a lungo termine dell’artrite reumatoide, osteoartrite, e spondilite anchilosante.  Sono disponibili tre formulazioni: un sale di potassio a rilascio intermedio (CATAFLAM), una forma a rilascio ritardato (VOLTARIN, VOLTAROL [UK]), ed una forma a rilascio esteso (VOLTARIN-XR).  Il dosaggio giornaliero usuale per queste indicazioni è da 100 a 200 mg, suddiviso in molte dosi.  Il diclofenac è anche utile per il trattamento a breve termine del dolore muscolo-scheletrico acuto, dolore post-operatorio, e dismenorrea.  Il diclofenac è anche disponibile in associazione a misoprostolo, un analogo della PGE1 (ARTHROTEC).  Questa combinazione, che mantiene l’efficacia del diclofenac mentre riduce la frequenza di ulcere ed erosioni gastrointestinali, ha un buon rapporto costo-efficacia in paragone agli inibitori selettivi della COX-2 nonostante il costo aggiuntivo del misoprostolo.  In aggiunta, è disponibile una soluzione oftalmica del diclofenac per il trattamento dell’infiammazione post-operatoria in seguito ad estrazione di catarratta.

Effetti avversi frequenti. Il diclofenac produce effetti avversi (soprattutto gastrointestinali) nel 20% circa dei pazienti, e circa il 2% dei pazienti interrompono la terapia in conseguenza di essi.  C’è un modesto aumento delle transaminasi epatiche nel plasma nel 5-15% dei pazienti.  Nonostante siano di solito moderati, i valori di transaminasi possono aumentare più di tre volte in una piccola percentuale di pazienti.  L’innalzamento è di solito reversibile.  Un altro membro di questa famiglia dell’acido feniacetico di FANS, bromfenac, è stato ritirato dal mercato a causa della sua associazione con danno epatico grave, irreversibile in alcuni pazienti.  Quindi, le transaminasi dovrebbero essere misurate durante le prime 8 settimane di terapia con diclofenac, ed il farmaco dovrebbe essere interrotto se persistono valori anormali o se compaiono altri segni e sintomi.  Altre risposte non volute al diclofenac includono effetti al SNC, eruzioni cutanee, reazioni allergiche, ritenzione liquida, ed edema, e raramente alterazione della funzione renale.  Il farmaco non è raccomandato nei bambini, nelle donne che allattano, e in gravidanza.  In linea con la sua preferenza per COX-2, e differentemente dall’ibuprofene, il diclofenac non interferisce con l’effetto antipiastrinico dell’aspirina.  A causa di questa osservazione, il diclofenac non è un’alternativa adatta ad un inibitore selettivo della COX-2 in individui a rischio di malattia cardiovascolare o cerebrovascolare.

(Tratto da Laurence Brunton, John Lazo, Keith Parker, Iain Buxton, Donald Blumenthal, “Goodman & Gilman’s – The pharmacological basis of therapeutics, evelenth edition, McGraw Hill, 2006)

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