Corale alla fine del viaggio

“…In certi periodi lei sembrava triste.  David non aveva il coraggio di chiederle il perché.  Lo intuiva – nel profondo, con dolorosa percezione, intuiva che avesse a che fare con l’attore, ma non osava parlarne con lei.  Si avvinghiava alla speranza che se lui avesse fatto finta di niente, tutto sarebbe tornato come prima.  Non lo sfiorò il pensiero di cercare di consolarla, di capire perché Sofia soffrisse.  Invece non esitò a mostrarle quanto lui fosse infelice.  Con le sue mille premure la rimproverava di trattarlo con volubilità.  Un giorno, all’inizio dell’anno, scoprì per caso nel suo atelier una busta, era sul comò e sul retro si leggeva chiaramente l’indirizzo del mittente: Berlin 3, Max Janner…David la accusò con gelida gelosia:

“A quanto vedo, corrispondi con quel Janner!”

“Cosa?” rispose un po’ sorpresa Sofia, nascosta da cavalletto.  “Max?” Si, ci scriviamo di tanto in tanto.”

(Tratto da Erik Fosnes Hansen, “Corale alla fine del viaggio”, Tropea, 1990, 2012)

 

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